Intervista ad Andrea Mantellini (Penske) : “Le acquisizioni costituiscono un’opportunità se frutto di un piano ben definito”
Data di pubblicazione: 2022-09-20 Non perderti l'ultima intervista ad Andrea Mantellini, CEO e Managing Director di Penske Automotive Italy
Intervista ad Andrea Mantellini (Penske) : “Le acquisizioni costituiscono un’opportunità se frutto di un piano ben definito”
Categoria: News & Eventi · Autore: Penske Automotive Group · Data: 20 Settembre 2022 Il nostro CEO & Managing Director, Andrea Mantellini, ha rilasciato un’intervista per InterAuto News di Settembre parlando del nostro Gruppo e della situazione mondiale del mercato automotive. Andrea Mantellini, bolognese, 50 anni, laureato in economia all’Università di Bologna, Amministratore delegato e Partner di Penske Automotive Italy, joint venture siglata nel 2012 con il gruppo statunitense Penske Automotive Group di Roger Penske. Lo abbiamo intervistato in occasione del decimo anniversario di attività della società. In precedenza aveva guidato la storica concessionaria di famiglia AutoVanti, ceduta in apporto al nuovo gruppo al momento di assumerne la conduzione. Con 610 milioni di fatturato nel 2021, 11 brand esclusivamente Premium, 20 sedi dislocate fra Emila Romagna e Lombardia, 630 dipendenti, Penske Automotive Italy si colloca per fatturato al quarto posto in Italia nella speciale classifica di Dealer Group auto curata annualmente da Italia Bilanci. Grazie anche a un oculato piano di acquisizioni, Penske in Italia nel decennio ha visto il fatturato crescere dai 100 milioni di euro iniziali agli attuali 610, con un incremento del 60% in valore assoluto e un Cagr (tasso di crescita annuale composto) del 19,60%, di tutto rispetto, anche al netto delle acquisizioni.
Il primo decennio, nonostante le note turbolenze, si è chiuso in modo più che soddisfacente. Pensiamo ora al futuro, a cominciare dall’anno in corso…
“Il consuntivo dei primi nove mesi fa sperare a un risultato di fine anno della gestione economica superiore alle previsioni. La mancanza di prodotto dovuta alla difficoltà di approvvigionamento dei componenti elettronici, che risale all’ultima parte del 2021, ha causato un calo di fatturato e una serie di difficoltà di gestione della clientela per le mancate consegne, ma nel contempo ha generato un innalzamento della marginalità sia nel comparto delle vetture nuove sia in quello delle usate. Diciamo che abbiamo beneficiato della vecchia regola che premia il profitto quando la domanda supera l’offerta”.
Quali sono al momento le difficoltà da affrontare, soprattutto in un contesto internazionale?
“A livello mondiale la distribuzione auto sta affrontando una grande quantità di eventi straordinari e imprevedibili: pandemia, mancanza di semiconduttori, innalzamento dei costi dell’energia, complessità della guerra in Ucraina, inflazione e, a livello nazionale, aggravamento dell’instabilità politica a cui si aggiunge la minaccia di innalzamento dei tassi di interesse. Erano anni che non subivamo tante difficoltà tutte insieme e tutte direttamente impattanti sul nostro sistema distributivo. In un contesto così complesso, per non soccombere la soluzione non può che essere il perfezionamento del modello operativo e la messa a terra di iniziative sia tattiche che strategiche a sostegno e difesa dei collaboratori e dell’integrità del capitale investito nell’azienda”.
Qual è il suo punto vista sul complesso problema della trazione elettrica?
“L’auto elettrica è un dato di fatto. Discutibile è però l’irruenza mediatica sul nostro sistema distributivo. Come è altrettanto discutibile l’affrettata demonizzazione delle motorizzazioni tradizionali di ultima generazione a bassa emissione di gas nocivi. Fatta questa premessa ne consegue che i nodi principali per lo sviluppo dell’auto elettrica sono: autonomia delle batterie, tempi di ricarica delle stesse e lo scarso numero e la disposizione sul territorio degli impianti di ricarica. Il 2035 non è poi così lontano e, a mio parere, non si possono escludere soluzioni differenti e innovative, come i carburanti alternativi, l’idrogeno e, perché no, altro ancora”.
Sulle modifiche dei contratti di distribuzione ci risulta che il gruppo Penske a livello europeo abbia espresso perplessità in merito. Secondo lei quali sono le vere ragioni che spingono le Case a richiederle?
“Stiamo affrontando il problema con la dovuta cautela nel rispetto dei rapporti con le Case. La materia è del tutto nuova e presenta molti interrogativi ai quali solo l’attuazione delle nuove regole potrà dare, nel tempo, risposte chiare. Per quanto riguarda i marchi Premium (che costituiscono il nostro mercato di riferimento) posso soltanto dire che è riprovevole che i prezzi delle vetture varino, anche consistentemente come nel recente passato, tra i diversi Dealer e nei diversi canali (siano fisici o digitali). Comprendo il disagio delle Case a giustificare una tale confusione nei confronti della clientela, soprattutto quando si parla di Premium Luxury. Ritengo inoltre comprensibile l’intervento delle Case per mettere fine alla battaglia dei prezzi di vendita, allo scopo di ridurre i costi di distribuzione e ricostruire i propri margini con il risparmio di contribuzione alla rete. Scompare in tal modo lo sconto al cliente. Ma attenzione: nell’implementazione delle nuove regole sarà fondamentale una proficua collaborazione tra Casa e Dealer, al fine di garantire una adeguata sostenibilità del sistema”.
Cosa caratterizzerà maggiormente la professione del Dealer in prospettiva?
“In casi di contratto di agenzia, dovremo innanzitutto affrontare una rimappatura delle strutture e dell’organizzazione delle nostre aziende. Molto dipenderà dai costi e dai processi che passeranno a carico delle Case e da quelli che rimarranno sulle nostre spalle. A prescindere però dalle regole contrattuali (Agente o Dealer), credo che fondamentalmente non vivremo grandi cambiamenti dal punto di vista operativo. Il cliente rimarrà sempre al centro della strategia, sia che si tratti di vendita, di post vendita o di servizi. Sarà piuttosto la digitalizzazione la vera partita da giocare, oltre alle nuove dinamiche e opportunità che emergeranno con il processo di elettrificazione”.
Dopo l’acquisizione di StarEmilia, ci sembra che abbiate fermato la campagna acquisti a suo tempo gestita con molta oculatezza.
“Premesso che le acquisizioni costituiscono un’opportunità solo se frutto di un piano strategico ben definito, a causa della pandemia le avevamo temporaneamente fermate. Avendo giudicato ormai il problema sanitario sufficientemente sotto controllo, a breve daremo notizia in merito a trattative in corso di definizione”.
Sempre nel segmento premium e nel Centro-Nord?
“Confermo”. “Perfezionare il modello operativo e attuare iniziative a sostegno dei collaboratori e dell’integrità del capitale investito nell’azienda. Per il contratto di Agenzia, sarà fondamentale una proficua collaborazione tra Casa e Dealer, per garantire un’adeguata sostenibilità del sistema.” – Andrea Mantellini